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Care Professoresse, cari Professori,

perdonatemi se torno nuovamente a disturbarvi. Mi permetto di rubarvi pochi minuti per un piccolo ma sentito saluto che, a nome della Fondazione ERT tutta, intendo rivolgervi in vista dell’ormai imminente fine dell’anno scolastico.

Da quando la pandemia ha stravolto le nostre vite, il corso del tempo ha subìto una profonda incrinatura e ci siamo ritrovati ad abitare – tutti insieme, sorpresi e impreparati – una nuova frontiera del reale. Volgendo lo sguardo a pochi mesi fa, verrebbe da dire: c’era una volta… Le tante e sofferte difficoltà emerse negli ultimi mesi ci hanno portato a riflettere sull’imprescindibile centralità, nelle nostre esistenze, dei legami comunitari e sull’importante ruolo che la conoscenza svolge in tal senso. Le molteplici sfide che ci attendono possono essere affrontate nel migliore dei modi solo nella consapevolezza che cultura, arte e scuola sono tra le strutture portanti della vita comunitaria, e rappresentano il nucleo generatore del futuro del nostro Paese. Dunque, scuola e teatro, teatro e scuola: un binomio che va custodito e valorizzato ancora di più in un periodo così complicato come quello che stiamo attraversando. Proprio nel segno della ferma volontà di continuare ad alimentare la dialettica fra i nostri mondi e nel desiderio che si diano presto occasioni concrete in tale direzione, vorrei augurare di cuore a voi tutte e tutti – così come alle vostre studentesse e ai vostri studenti – una buona conclusione di anno scolastico. A questo saluto si accompagna l’auspicio di nuovi incontri e avventure dal vivo non appena sarà possibile: abbiamo ancora tanta strada da percorrere insieme, con passione, impegno e creatività…

Un caro e grato saluto,

Claudio Longhi